Conservazione Autologa delle Cellule Staminali
Per conservazione autologa delle cellule staminali si intende la conservazione privata di tali cellule ad eventuale uso esclusivo del soggetto dal quale sono state prelevate al momento della nascita. Tale prativa, che faccia riferimento a banche private per la crioconservazione, non è legale sul territorio italiano. Al momento in cui questa pagina viene scritta (29/08/2010) è però possibile trasferire all’estero il sangue cordonale, affinchè la conservazione autologa avvenga presso una banca estera, residente in un Paese in cui tale pratica sia consentita.
Conservazione Autologo-Solidale
Per Conservazione autologa-solidale si intende la conservazione delle cellule staminali presso banche che diano assoluta priorità al soggetto dal quale le cellule sono state prelevate, ma che previa autorizzazione da parte di chi possiede la potestà sulle staminali conservate possano anche donare tali cellule a pazienti bisognosi. Questo particolare tipo di conservazione è ben spiegato in questo sito web.
Conservazione Autologa del Sangue Cordonale
Per poter eseguire la conservazione autologa nel nostro Paese è necessario seguire una prassi non del tutto semplice e lineare. prima di tutto la mamma ed il papà devono leggere e sottoscrivere una specie di questionario del centro nazionale trapianti che informa sul procedimento di conservazione autologa; tale informativa va faxata al centro nazionale trapianti che deve tornare una ricevuta. In parallelo la mamma deve sottoporsi ad un serie di esami del sangue, all’interno dell’ultimo mese di gravidanza e non prima. Con tali documenti bisogna poi recarsi presso la direzione sanitaria dell’ospedale dove si intende partorire per ricevere l’approvazione scritta del direttore sanitario al processo di raccolta del sangue cordonale. Una volta ottenuto questo benestare, tutto va presentato via raccomandata al ministero della salute, che darà il nulla osta all’espatrio del sangue cordonale raccolto.
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