Per la prima volta le cellule staminali ombelicali sono state convertite in altri tipi di cellule. Un successo che porterebbe a non aver bisogno di utilizzare, per i trattamenti di malattie su cui la ricerca si sta concentrando come sclerosi multipla e per i danneggiamenti del midollo spinale, le staminali provenienti dagli embrioni, al centro di numerosi problemi e discussioni di natura etica. Con una ricerca pubblicata sul numero del 18 gennaio 2012 della rivista scientifica ACSChemical Neuroscience, James Hickman (ingegnere della University of Central Florida e leader del progetto) spiega come la raccolta di cellule staminali dal cordone ombelicale non ponga assolutamente nessun dilemma etico perché queste vengono estratte da una fonte destinata, in ogni caso, ad essere cestinata. Inoltre, dai test effettuati, si evince un beneficio perfino maggiore: le staminali ombelicali non hanno mai causato reazioni immunitarie da parte del corpo umano, fattore che semplificherebbe le applicazioni nei trattamenti medici. L’obbiettivo principale in questo campo è capire le dinamiche, non soltanto chimiche, che causano la trasformazione delle staminali in altre cellule. Hedvika Davis, una ricercatrice che lavora nei laboratori di Hickman, ha studiato il processo che permetteva di ottenere oligodendrociti, cellule strutturali che proteggono i nervi nel cervello e nel midollo spinale. La ricerca non ha prodotto risultati definitivi fino a quando la dottoressa non ha approfondito il rapporto con l’ambiente in cui si riproducevano le cellule, oltre che le normali interazioni chimiche. Il passo compiuto potrebbe essere solo il primo in un cammino che vede come direzione la cura della sclerosi multipla e delle lesioni del midollo spinale. Il dottor Hickman a riguardo spiega che “La sclerosi multipla è uno dei Sagri Graal di questo tipo di ricerca”. Gli oligodendrociti infatti producono mielina, l’assenza o la carenza della quale è la prima causa della sclerosi.
Articoli correlati: