Ridare la vista ai ciechi è ancora di competenza dei miracoli. Ma un team di ricercatori americani, racconta la rivista scientifica The Lancet, ha, tramite l’utilizzo delle cellule staminali, ottenuto significanti risultati su due pazienti affetti da sindromi che riguardano la capacità visiva. La squadra di Robert Lanza, della Advanced Cell Technology of Marlborough, in Massachussets, ha iniettato cellule staminali di origine embrionale (hESC) negli occhi dei due pazienti. Due persone che la legge considera ceche e che presentano due patologie che peggiorano nel tempo e che portano alla cecità totale.
La prima, affetta da sindrome di Stargardt, in principio poteva distinguere soltanto i movimenti di una intera mano. Dopo il trattamento era in grado di distinguere i movimenti delle singole dita. Inoltre ha acquisito la capacità di distinguere alcune lettere ad una distanza media, cosa che le era impossibile fare prima.
Il dottor Lanza aggiunge che “per far capire la grande differenza tra prima e dopo l’intervento, la paziente riesce a distinguere più colori, ha un migliore contrasto e si adatta meglio alla luce. Ha iniziato a usare il computer e può leggere l’orologio. Per molti, piccoli miglioramenti come questi possono rappresentare un miglioramento enorme nella qualità della vita”. La seconda paziente coinvolta negli esperimenti aveva una degenerazione maculare legata all’età. La donna ha migliorato sensibilmente la sua capacità visiva.
Lanza ha aggiunto che “l’obiettivo di questo tipo di terapie non è curare la cecità, ma rallentare o prevenire la degenerazione, sia dei giovani che delle persone nella terza età.
Uno degli aspetti più importanti di questi esperimenti è che le cellule staminali utilizzate si sono dimostrate totalmente sicure. Non hanno causato nessun segno di rigetto da parte del corpo, né infiammazioni. Non hanno nemmeno causato il generarsi di cellule tumorali.
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