Cellule staminali per curare l’udito

Uno studio di questo tipo non era mai stato realizzato prima. Un gruppo di scienziati britannici è al lavoro per dimostrare come le cellule staminali potrebbero essere utili per combattere il naturale affievolirsi delle capacità uditorie, legate all’andare avanti con gli anni.

Il dottor Dave Furness, della Keele University, in North Staffortshire, sta lavorando da tre anni ai problemi causati dalla perdita d’udito durante la vecchiaia e alla sua risoluzione grazie ai fondi della Deafness Research UK e del Freemasons Grand Charity. Furness ha scoperto come in molti frangenti la causa principale della perdita d’udito è la degenerazione dei fibrociti, cellule che si trovano all’interno dell’orecchio e che regolano i livelli di potassio e sodio nell’organo.

Una volta cominciato questo processo, altre parti delle orecchie cominciano a perdere capacità, fino a portare, in alcuni casi, alla sordità completa. In Inghilterra i problemi legati all’udito colpiscono più della metà degli uomini e delle donne che hanno più di sessant’anni, mentre il totale delle persone interessate supera i nove milioni. In seguito a questa scoperta il dottor Furness, insieme al suo team, ha cominciato la seconda fase della ricerca. L’obiettivo è scoprire un modo di sostituire i fibrociti attraverso l’utilizzo di cellule staminali impiantate nell’orecchio. “Se riusciamo a trovare un modo di riparare i fibrociti attraverso una terapia a base di cellule staminali nel momento in cui comincia la degenerazione, ma prima che altre parti dell’organo comincino a danneggiarsi, possiamo trovare la chiave per prevenire l’avvenire della sordità in età avanzata”, spiega il ricercatore, e aggiunge “Lo studio è ancora in fase embrionale, ma le cellule in laboratorio sono state già coltivate. Si tratta di trovare un modo per impiantarle con successo all’interno dell’orecchio”. Il capo del dipartimento di Ricerca Biologica della Action on Hearing Loss, il dott. Ralph Holme, spiega che il problema della perdita di udito “aumenta l’esposizione all’isolamento sociale e alla depressione. La domanda per una cura del genere aumenterà all’allungarsi delle prospettive di vita”.

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