Terapie con Cellule Staminali
Il dibattito sulle cellule staminali è un argomento che continua a far discutere per la sua capacità di appassionare e coinvolgere vari strati della società civile. Il discorso sulla ricerca e sui limiti etici entro i quali la ricerca stessa dovrebbe rimanere coinvolge la politica, la scienza e la religione. Ognuna di queste categorie guarda il problema secondo la propria sensibilità, secondo le proprie linee guida e secondo il proprio campo d’azione. Il problema non è soltanto italiano, anche all’estero sono in piena disputa le polemiche sulle disposizioni che coinvolgono questo tipo di ricerca, che, dal punto di vista storico, è relativamente giovane. La scoperta delle cellule staminali infatti risale agli anni sessanta dello scorso secolo. Dal 1960 in poi però la velocità con cui si sono susseguite le novità in questo campo è stata incredibile.
Ma che cosa sono le cellule staminali e perché sono così importanti per il futuro della medicina? In pratica sono cellule primitive, dotate quindi della straordinaria capacità di trasformarsi in altre cellule. Anche se per ora tutte le ipotesi sono a livello di studio, un tipo di “mattoncino” di questo tipo potrebbe fare da jolly e avere applicazioni in moltissimi aspetti terapeutici. In teoria potrebbero essere utilizzate per riparare tessuti e riprodurre organi, fornendo la risposta a molte domande sulla cura di diverse malattie.
A cosa gira intorno il dibattito allora? Perché una parte della società civile dovrebbe opporsi alla ricerca e all’implementazione di terapie che potrebbero far tanto per la salute degli esseri umani?
Le cellule staminali sono di tre tipi embrionali, fetali e adulte. Le prime sono le più interessanti ma anche quelle al centro del dibattito. In pratica le cellule staminali che costituiscono l’embrione nelle prime fasi dello sviluppo della vita sono le uniche “totipotenti”, cioè in grado di assumere le forme di qualsiasi cellula presente nel corpo umano.
Cure con le Cellule Staminali
È chiara la potenzialità di unità di questo tipo, una volta studiate e implementate nelle terapie cellule staminali come queste potrebbero dare risposte insperate nel campo delle malattie che ancora non sappiamo come combattere. Il problema è che l’embrione è considerato dalla chiesa un essere umano e per ottenere le cellule staminali quell’embrione dovrebbe essere distrutto. Il problema è più profondo di quello che sembra dal momento in cui questo tipo di cellule potrebbe essere utilizzato anche per clonare organi atti ad essere impianti nei pazienti che hanno bisogno di un trapianto. Fino a quando quindi l’embrione può essere considerato una vita, e quindi tutelato e non utilizzato come il “mattoncino” di cui parlavamo prima?
Gli altri tipi di cellula staminale già hanno perso la caratteristica principale ma non vuol dire che non siano più interessanti dal punto di vista scientifico. Le cellule fetali per esempio sono ancora multipotenti. Significa che possono assumere forme di diverse cellule ma soltanto di determinati tipi a seconda della zona in cui sono stati prelevati. Le cellule adulte invece possono essere sia multipotenti che unipotenti. Per ora la ricerca le considera in grado di fornire cellule di sostituzione ma non di generarne di nuove.
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